Alla fine degli anni 2000, il web stava cambiando. Non era più un luogo dove leggere semplici pagine statiche, ma diventava sempre più interattivo: chat, giochi online, social network. Tutto richiedeva risposte rapide e continue tra il browser dell’utente (quello che usiamo per navigare) e i server (i computer che “gestiscono” internet dietro le quinte). I linguaggi e le tecnologie usate allora per i server non erano sempre i più agili per questi compiti, molti server utilizzavano modelli bloccanti: quando una richiesta da parte dell’utente arrivava, il server si occupava di completarla prima di passare alla successiva. Questo approccio funzionava bene finché il numero di utenti era limitato e le richieste erano semplici, ma, con l’aumento della complessità e del…
Alla fine degli anni 2000, il web stava cambiando. Non era più un luogo dove leggere semplici pagine statiche, ma diventava sempre più interattivo: chat, giochi online, social network. Tutto richiedeva risposte rapide e continue tra il browser dell’utente (quello che usiamo per navigare) e i server (i computer che “gestiscono” internet dietro le quinte). I linguaggi e le tecnologie usate allora per i server non erano sempre i più agili per questi compiti, molti server utilizzavano modelli bloccanti: quando una richiesta da parte dell’utente arrivava, il server si occupava di completarla prima di passare alla successiva. Questo approccio funzionava…